Solo quando si sperimenta qualche colpo durante la vita, si impara a guardarsi dentro, come quando si passa attraverso una tragedia si desidera imparare ad andare oltre la sofferenza.
Ashram di Amritapuri, 27 settembre 2021.
Messaggio per il 68mo compleanno di Amma.
Il 68mo compleanno di Amma è stato festeggiato all’ashram di Amritapuri lunedì 27 settembre come “Una giornata di Sadhana”. Mentre normalmente vi partecipano centinaia di migliaia di devoti da tutto il mondo, quest’anno a causa della pandemia, i responsabili dell’ashram hanno deciso di evitare i festeggiamenti e hanno chiesto ai devoti di intraprendere pratiche spirituali per la pace, la prosperità e la buona salute di tutti gli esseri. In linea con tale scelta, l’ashram ha fatto celebrare homa e yajna e anche la Gurupaduka puja, come ogni anno per il compleanno, secondo la richiesta di Amma, e si è tenuta la meditazione e preghiere per la pace condotte da Amma stessa.
Nel suo discorso, Amma ha parlato della pandemia, incoraggiando la gente a tener viva la speranza a provare a utilizzare le avversità per rafforzarsi e divenire più accorti, come anche per guardarsi dentro, sviluppando consapevolezza riguardo alle proprie mancanze al fine di correggerle. Ha anche sottolineato che la tendenza a puntare il dito contro alcuni gruppi o nazioni non è di aiuto.
“Quando un disastro o un avvenimento si abbatte sul mondo su scala globale, dobbiamo considerarlo come la conseguenza karmica del cumulo di azioni compiute dal mondo come un tutt’uno”, ha detto Amma. “Non è il caso di criticare o disprezzare un certo gruppo o un Paese in particolare. Ciascuno di noi è responsabile a un certo livello degli eventi a impatto globale, sia positivi sia negativi. Ad esempio, se una persona annega vicino alla riva o al largo dell’oceano diciamo: ‘è annegato nel mare’. Non diamo la colpa al tratto specifico dell’oceano dove il fatto è avvenuto; l’oceano nel suo complesso è ritenuto responsabile. Così è per la situazione attuale in cui ci troviamo. Ciascuno di noi deve portare sulle sue spalle la sua parte di responsabilità. Solo pensando in questo modo riusciremo a costruire un nuovo mondo migliore”.
Amma inoltre ha sottolineato la necessità che le persone coltivino il senso di unità, la compassione e il servizio disinteressato che era prevalente nelle generazioni passate. “Nel passato, Dio risiedeva dentro e fuori vi era la giungla. Oggi abbiamo lasciato crescere dentro di noi la giungla e abbiamo mandato fuori Dio. Questo perché l’umanità sta perdendo le sue qualità divine, sostituendole con quelle demoniache. La gente vuole solo distruggere. L’uomo d’oggi vive solo per soddisfare desideri egoistici. Sembra che le persone siano diventate via via isole sempre più separate, mentre una volta erano come gli anelli di una catena. La gente una volta mostrava rispetto reciproco, seguiva l’obbedienza e la disciplina e così i valori venivano trasmessi di generazione in generazione rafforzando il senso di sicurezza”.
Amma ha incoraggiato le persone a utilizzare le difficoltà derivate dalla pandemia per migliorarsi e risvegliarsi, ricordando che spesso le più importanti trasformazioni positive spesso hanno luogo dopo un fallimento. “Solo quando si sperimenta qualche colpo durante la vita, si impara a guardarsi dentro”, ha detto. “Quando si passa attraverso una tragedia si desidera imparare ad andare oltre alla sofferenza. Così quando il nostro amore viene rifiutato comprendiamo il valore dell’amore e cerchiamo di fare cambiamenti nella nostra vita e nel nostro comportamento per riconquistare l’amore. Guardando da questa prospettiva, realizzeremo che esperienze considerate negative in realtà non lo sono. Dobbiamo trasformare tali occasioni in circostanze per svegliarci ed evolverci”.
Amma ha ricordato che la peggio nella pandemia l’hanno avuta i poveri e gli indigenti, aggiungendo di esser venuta a sapere che molti abitanti di villaggi, a causa delle difficoltà economiche, hanno dovuto ridurre la quantità dei farmaci assunti benché loro prescritti. Ha così incoraggiato lo studio di questo fenomeno per trovare una soluzione attraverso campagne di sensibilizzazione. “Durante la pandemia, il governo ha provveduto fornendo alla gente riso e altri beni essenziali. Tuttavia, grande è il numero di diabetici, ipertesi, dei malati con disfunzioni di colesterolo e della tiroide. Molti di essi non realizzano che devono prendere le medicine prescritte regolarmente, tutti i giorni, all’ora indicata e nella misura prestabilita, e per questo, non potendosi permettere le dosi prescritte, provano a ridurle. Questo può portare all’ictus. A causa della mancanza di soldi per acquistare medicine molti sono morti di ictus durante la pandemia o ne sono usciti paralizzati”.
Amma ha concluso il discorso dicendo a tutti di tener viva la speranza nei cuori e di radicare la propria vita nella forza dell’amore: “Non perdete la speranza, non vi lasciate andare. Ricordate che anche l’edificio più maestoso è stato costruito mattone dopo mattone. Allo stesso modo, la casa della nostra vita viene costruita con i secondi, i minuti e le ore. Questa è la ragione per cui dobbiamo cercare di rendere ciascun momento significativo”.
“Non esiste potere più grande dell’amore e non esiste felicità più grande di quella sperimentata grazie all’amore. Sperimentiamo l’amore quando i cuori diventano un tutt’uno. L’amore è la realizzazione ultima vedendo gli altri come noi stessi e come Dio. È ora di costruire ponti di amore e di amicizia. In questo modo, possiamo noi esser capaci di realizzare un mondo di amore incondizionato come un’unica famiglia”.



