Gavi 14 Novembre 2025, Italia – Europe Yatra 2025
Concluso il programma di tre giorni a Piacenza, Amma si è recata in visita all’Ashram italiano (MA Center) di Gavi.
Sul far della fredda sera, Amma scese al piano terra per incontrare i suoi figli italiani per cena che si stringevano l’uno all’altro per via del vento freddo, mentre si immergevano nel calore dell’amore di Amma.
Un volontario di lunga data, Priyan, stava in piedi di fianco al peetham di Amma, mentre lei raccontava del suo incontro con Priyan avvenuto in Italia quando era un avvocato. Amma poi raccontò un episodio divertente della vita di Priyan.
Una volta una zanzara morsicò Priyan sul capo. Lui pensò: “Tutto è Amma, e Amma vive in ogni cosa. Anche questa zanzara è Amma… come posso scacciarla?” Così lasciò che l zanzara gli succhiasse il sangue.
Amma sottolineò come l’ingenuità di Priyan lo avesse portato ad agire così, spiegando come la gioia di una persona può costituire la pena di un’altra —questa è la natura dell’universo —ma noi dobbiamo usare la discriminazione. Se un elefante ci carica, non dobbiamo dire che è Amma e rimanere immobili. Dobbiamo agire con discriminazione e in accordo al dharma della situazione. Anche se Dio è onnipresente, dobbiamo agire con coerenza con il nostro stato di consapevolezza—il nostro dharma—in ogni situazione.

Amma poi chiese a Priyan di condividere il loro primo incontro.
“La prima volta che incontrai Amma, le offrii un fiore come simbolo del mio amore, Amma lo accettò e lo annusò. Nei darshan che seguirono continuai ad offrirle fiori. Se non ne trovavo uno, gliene offrivo uno invisibile — creato dalla mia immaginazione— che Amma trattava con lo stesso amore. Amma non ha bisogno di fiori reali per conoscere la mia intenzione o sentire il mio amore.”
“Molti anni dopo, durante un tour Indiano, trovai lo stesso fiore che la prima volta offrii ad Amma. Immediatamente lo colsi per offrirglielo, ma Amma non sembrò felice e mi chiese: ‘Riesci a sentire il dolore che hai arrecato al fiore Dopo tanti anni dovresti essere più sensibile verso la sofferenza del fiore.’”
“All’inizio il fiore era il mio modo per esprimere amore e devozione. Ma poi Amma mi ha mostrato che la vera offerta proviene dal cuore e la sua espressione avrebbe dovuto essere amore per il mondo e per Amma, attraverso il seva. Questa è la modalità con cui Amma ci insegna — attraverso la nostra esperienza personale.” Quindi ha ringraziato Amma per il suo insegnamento.
In quel momento, una anziana signora si alzò tra la folla e porse il fiore che aveva in mano verso Amma che amorevolmente lo accettò, baciandolo con vero affetto e poi abbracciò la signora. Quello fu il suo primo darshan. La stessa scena appena descritta da Priyan si ripeteva di nuovo davanti a tutti.

La Signora raccontò di essere la precedente proprietaria dell’immobile dove oggi è l’Ashram (MA Center che prima la proprietà fungeva da hotel e apparteneva a tre fratelli —Marco, Manfredo e Maurizio— e sul biglietto da visita dell’hotel c’era scritto: MA..MA..MA.
Poi, Luna, una ragazzina Italiana seduta vicino al peetham di Amma, le ha espresso dolcemente la sua gratitudine per essere venuta in Italia.

Amma ha sorriso amorevolmente mentre la guardava negli occhi e poi ha detto: “La nostra vita deve essere usata per crescere nella saggezza. La natura è il libro che ci offre molte importanti lezioni, e dobbiamo impararle in maniera appropriata. Se osserviamo bene qualsiasi essere della natura ci può impartire una lezione.”
Quindi raccontò una storia: “Una mandria di cento elefanti attraversava una foresta in cerca di bambù. Un elefante pensò: ‘Se rimango nella mandria avrò solo una piccola parte da mangiare. Ma se me ne vado da solo posso trovare i prossimi bambù e tenermeli tutti per me.’ Così lasciò il branco e se ne andò da solo. Quando infine riuscì a trovare il boschetto di bambù e stava per iniziare a mangiare, gli altri avevano già finito di mangiare e lo raggiunsero. Pensando di riuscire a trovarne ancora di più, si allontanò da solo. E questo prese a ripetersi varie volte. Alla fine, l’elefante di novantanove anni era sazio, mentre l’elefantino furbo rimase a bocca asciutta tutto il giorno.”
Amma concluse: “Dobbiamo evitare di essere con l’elefantino furbo. Dobbiamo imparare ad essere felici con ciò che abbiamo ed esser grati della vita che abbiamo ricevuto. Altrimenti rimarremo sempre affamati di amore e sicurezza come l’elefantino, esausti e svuotati.”
Amma quindi ha condotto la meditazione, distribuendo il prasad per cena e cantando bhajan mentre stava seduta nel retro dell’ashram di Gavi, in Italia. Nonostante la temperatura di 10°, tutti erano grati di essere avvolti dal calore dell’amore di Amma.
Questa fu la prima visita di Amma all’ashram MA center e si fermò l’intera notte prima di procedere per la tappa seguente del tour europeo.











