press enter to search

Ridare la vista, un seva appagante

TOPICS

Aprile 2026, Kenya

I volontari di Embracing the World, in collaborazione con la ONG spagnola Visio Sense Fronteres hanno recentemente terminato una campagna di chirurgia oculistica a Iten in Kenya. In una settimana il team ha effettuato con successo 235 operazioni chirurgiche ridando la vista agli abitanti dei villaggi dell’area.

La dottoressa spagnola Isabel, da lungo tempo volontaria di Amma, dirige la Visio Sense Fronteres. Nel 2008, Amma le disse di andare in Kenya a fare campagne oculistiche e a operare. Adesso lei viaggia in tutta l’Africa, portando avanti campagne regolarmente dal 2011.

Ho avuto la fortuna di partecipare all’ultima campagna a Iten, in Kenya con la dottoressa Isabel e il suo team. Non appena giungemmo all’Iten County Referral Hospital, organizzammo immediatamente tutte le attrezzature e forniture in modo da poter far subito partire le operazioni di cataratta. Quel pomeriggio il team eseguì 19 operazioni di cataratta.

Durante il resto della settimana il team arrivava in clinica alle 8 del mattino, e visitava i pazienti del giorno prima e alle 10 partiva con le operazioni dei nuovi pazienti. Questo durava ininterrottamente fino alle 10 di sera, tutti i giorni.

Il team era composto dai dottori Tomas e Jose, oculisti che operavano gli occhi e a due assistenti di sala, la dr.ssa Laura e l’infermiera Ivana. La sig.ra Leyre coordinava la sala e si occupava dell’organizzazione delle operazioni. Tutte queste persone avevano dedicato tempo sottraendolo alle loro vite impegnate, prendendo ferie per fare questo seva per i pazienti di Iten.

Lo staff locale di Nairobi venne ad aiutare durante la campagna, ed era composto da infermiere e da aiutanti dell’Iten Hospital per l’organizzazione dei pazienti, la traduzione, le comunicazioni e l’assistenza generale dei degenti.

La dr.ssa Isabel e l’altra oculista la dr.ssa Rafa supervisionavano controllando tutti i pazienti preselezionati dal team locale. Decidevano loro se le operazioni fossero realizzabili, mettendo del nastro adesivo sulla fronte dei pazienti, sopra l’occhio sofferente con il segno ‘f’ o ‘e’ (in base al tipo di macchina da utilizzare) e
il numero corrispondente al posto in fila. Alcuni pazienti avevano un ‘?’ che stava a significare che avevano bisogno di ulteriori accertamenti per garantire l’efficacia dell’operazione chirurgica.

L’età media dei pazienti era oltre i 60 anni, alcuni avevano 40 anni e 50 anni. La cataratta crea delle aree opache e nebbiose nella lente normalmente limpida che c’è dentro l’occhio, ostruendo il filtrare della luce e determinando una visuale ridotta, sfocata e annebbiata.

Principalmente è conseguenza dell’età e si sviluppa dopo i 60-65 anni a causa della degradazione delle proteine e causa sintomi quali lo sfumare dei colori, lampi e carenza della vista notturna. L’operazione chirurgica è l’unica cura efficace. Senza tale operazione queste persone avrebbero scarsissima speranza di sopravvivere, con la mobilità ridotta e l’inabilità al lavoro con cui provvedere alle esigenze delle proprie
famiglie. Ma con l’operazione la vista viene del tutto ripristinata e la qualità delle loro vite decisamente migliora.

Durante la preparazione delle operazioni chirurgiche il team si stava preparando ad operare in un bambino di 8 anni. Sfortunatamente aveva un livello di saturazione dell’ossigeno pericolosamente basso e si scoprì che soffriva di polmonite. Grazie alla tempestiva diagnosi e all’intervento dell’equipe medica, è stato ammesso al Pronto Soccorso locale dove è stato curato con antibiotici e ossigeno. Lo abbiamo visitato
l’ultimo nostro giorno, stava molto meglio e si stava riprendendo dalla polmonite.

Uno dei pazienti più giovani sottoposto alle operazioni chirurgiche fu una ragazza di 17 anni, Judith. Entrambi gli occhi erano affetti da cataratta a causa di un diabete poco curato. Non vedeva più, da un occhio da un anno e da qualche mese dall’altro, prima della campagna oculistica. Vedeva solo forme e ombre e non poteva camminare senza l’aiuto di suo padre. Le operarono un occhio al giorno e dopo le operazioni ritornò in grado di camminare da sola. Lei e suo padre erano pazzi di gioia per aver ripreso a vedere.

Il mio ruolo era sia di infermiera che di fotografa, avendo tali competenze.
Ho documentato tutto e ho anche partecipato come strumentista alla sala operatoria (sterile) assistendo alle operazioni e occupandomi della degenza generale dei pazienti.

La settimana è stata piena di magia e d’ ispirazione. Il team spagnolo era incredibile. Erano tutti pieni di energia e di amore e di impegno. Lavoravamo intensamente 14 ore ogni giorno e tutti lo facevamo con entusiasmo ed amore. Essere circondata da tutta quella compassione e amore è stato ispirante.

Questo aveva un impatto diretto sui pazienti. All’inizio pazienti e familiari erano riservati, con un misto di paura, sfiducia e apprensione. Il primo giorno non sorridevano tanto ma alla fine della settimana, tutti i pazienti sorridevano, ridevano e si abbracciavano, volevano fotografie con noi tutti. Fu moto bello vederli aprire il cuore quando realizzarono che il team era lì per aiutarli.

Uno degl’infermieri locali condivise che durante questa settimana aveva avuto modo di imparare dal nostro team come essere più premuroso e compassionevole. Diceva che aveva tratto ispirazione nel vedere con quale dedizione e dignità trattassimo tutta la sua gente di Iten.

Il Sig. Wisley Rotich, governatore della Elgeyo Marakwet County, è venuto due volte a visitare il sito della campagna. Anche lui rimase colpito dalla dedizione e dalla compassione dei volontari che non solo ridavano la vista ai pazienti ma anche riportavano il sorriso sui loro volti.

Qualcuno mi disse una volta che quando Amma visitò l’Africa, disse che non voleva andarsene perché sentiva che c’era troppa povertà lì … così tante opportunità di servire con amore le persone che tanto soffrono. Prima di partire alla fine della campagna, ho capito davvero le parole di Amma e ho provato la stessa cosa. Spero di ricevere la benedizione di ritornare in futuro e fare ancora altro seva lì.