Proprio come Gesù non nacque in un palazzo reale ma in un angolo di una umile stalla, Amma ha affermato che solo coloro che praticano l’umiltà e la pazienza raggiungeranno il risveglio spirituale.
Punti chiave
- Persone provenienti da tutto il mondo hanno celebrato insieme la nascita di Gesù con spettacoli interreligiosi, canti devozionali e il messaggio edificante di Amma.
- Amma ha parlato di come i mahātmā arrivino sulla Terra per diffondere amore e luce a tutti, anche affrontando grandi sfide.
- Ha spiegato che quando impariamo a lasciar andare le nostre paure, una luce interiore si intensifica e illumina sia il nostro cammino che quello degli altri.
Amma e i suoi figli provenienti da tutto il mondo si sono riuniti ad Amritapuri per celebrare la nascita di Gesù Cristo. È stato un Natale davvero bellissimo, caratterizzato da spettacoli
interreligiosi, canti devozionali e dal messaggio edificante di Amma.
Ha raccontato come i mahātmā come Gesù arrivino nel nostro mondo per diffondere amore e luce tra la gente comune. Śrī Rāma, Śrī Kṛṣṇa, Buddha, Cristo e il Profeta: tutti sono diventati immortali affrontando sfide difficili. Questa è la loro grandezza.
Amma ha pregato affinché, anche dopo la fine dei festeggiamenti, la loro luce continui a
risplendere dentro di noi e illumini sia il nostro cammino che quello degli altri.
I festeggiamenti si sono conclusi con la tradizionale taglio della torta di Natale da parte di Amma e la distribuzione del prasad a tutti i presenti.
Estratti dal messaggio natalizio di Amma del 2025
Le feste occupano un posto speciale nella vita. Arrivano portando come messaggio valori
significativi, che aiutano a plasmare e costruire le nostre vite. Sebbene le celebrazioni esteriori siano importanti, sono i loro messaggi spirituali che dovrebbero toccare e risvegliare i nostri cuori.
Ci invitano a fermarci un attimo, riflettere e rinnovare il nostro viaggio interiore.
Le vite dei mahātmā ci danno forza
Le feste assumono maggiore importanza quando sono collegate alle vite dei mahātmā che diffondono amore e luce tra la gente comune. Il Natale, che celebra la nascita di Gesù, è una di queste feste.
Il Natale è una festa di amore, gioia e compassione. Ma l’amore, la gioia e la compassione non sono come i manghi che compaiono solo in una stagione particolare. Dobbiamo essere in grado di sperimentarli e abbracciarli in ogni momento. Le feste ci ricordano i valori che spesso preferiamo dimenticare.
Śrī Rāma, Śrī Kṛṣṇa, Buddha, Cristo e il Profeta: tutti sono diventati immortali affrontando sfide difficili nella vita. Non dobbiamo dimenticarlo. Non si sono mai arresi di fronte alle difficoltà, ma le hanno trasformate in trampolini di lancio verso il successo. Questa è la loro grandezza.
Se ci impegniamo per raggiungere un obiettivo nobile con il giusto atteggiamento, nessuna forza al mondo potrà fermarci. È ciò che ci dimostrano le loro vite. Ecco perché, anche dopo migliaia di anni, i loro esempi continuano a darci forza e ispirazione.







Lasciar andare la paura per elevarsi nell’amore
La paura ci impedisce di fare anche un solo passo avanti. Non riusciamo a risvegliare il nostro potenziale e perdiamo opportunità di crescere ed elevarci. Dentro ognuno di noi c’è un seme di conoscenza, luce e amore. Le vite dei mahātmā che hanno superato la paura, il dubbio e l’inerzia sono per noi fonte di ispirazione per andare avanti.
I momenti buoni e quelli cattivi sono come le due rive del fiume della vita. I mahātmā sono coloro che fluiscono, abbracciando entrambe le rive con serenità. Sono al di là delle emozioni e dei pensieri. Sono connessi a tutto, eppure nulla li lega. Tuttavia, i cuori pieni di amore e fiducia possono formare una connessione con loro.
Tutti i mahātmā ci ricordano, ciascuno a modo proprio, l’importanza di vivere ogni momento concentrati sulla verità eterna, che l’unica costante in questo mondo è il cambiamento, che tutte le ricchezze materiali possono svanire in qualsiasi momento, che tutte le relazioni sono impermanenti e che dobbiamo vivere la nostra vita senza dimenticare la verità eterna: Dio.
Una parte rimossa da un dipinto non ha alcun significato di per sé. Solo quando fa parte del tutto acquista significato. Una singola strofa di una canzone può essere priva di significato. Ma quando diventa parte dell’intera canzone, acquista significato. Allo stesso modo, ognuno di noi è solo una parte del tutto divino che è Dio. Senza Dio, la nostra vita è priva di significato. La guida dei mahātmā è un richiamo che ci risveglia costantemente alla verità.
L’umiltà nasce nel cuore Gesù non è nato in un palazzo reale, ma in un angolo di un’umile stalla. Questo porta con sé un profondo messaggio spirituale: solo gli aspiranti spirituali che praticano l’umiltà e la pazienza raggiungeranno il risveglio spirituale.
Dove l’orgoglio viene messo da parte e il cuore è umile, lì Dio sceglie di dimorare. L’umiltà è una virtù che guarisce. La vera umiltà non può essere solo una recita. La recita e l’umiltà autentica che nasce dall’interno, sono due cose completamente diverse.
Man mano che l’ego si rafforza e l’identificazione si approfondisce, la mente si rivolge
continuamente verso il mondo esterno. Se non ci rivolgiamo all’interno, continuiamo a giudicare gli altri, spesso emettendo verdetti senza comprendere veramente la situazione. Quando gli altri sbagliano, diventiamo giudici. Quando sbagliamo noi, diventiamo avvocati difensori. Questa è la natura del mondo.
Quando commettiamo un errore, continuiamo a giustificarci, aggrappandoci a qualsiasi scusa possibile per risollevare la nostra immagine. Quando giudichiamo le persone senza comprenderle veramente, i nostri giudizi sono completamente sbagliati. A causa di questa tendenza, non cresciamo mai e, peggio ancora, finiamo per ferire anche gli altri. Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati». Meno giudichiamo, più possiamo amare.
Raggiungere l’altruismo passo dopo passo
Affinché il sacrificio di sé diventi parte della nostra natura, è necessario iniziare con piccoli sacrifici. Solo chi ha attraversato un fiume può attraversare un oceano. Quindi, iniziate facendo qualche piccolo servizio per mezz’ora al giorno, magari realizzando qualcosa di piccolo da vendere e utilizzando il ricavato per aiutare gli altri.
Se oggi qualcuno si arrabbia con noi, non reagiamo con rabbia. Sviluppiamo un cuore capace di ascoltare. Coltiviamo una mente capace di accettare. Nessuno viene al mondo bevendo tè o caffè.
Abbiamo creato questa abitudine bevendoli ogni giorno. Allo stesso modo, dobbiamo allenarci con piccoli atti di sacrificio.
Quando iniziamo a dare amore liberamente dal nostro cuore, esso mette radici e diffonde la sua fragranza ovunque. Col tempo, questo donare diventa un’abitudine; l’abitudine diventa la nostra natura. E quella stessa natura ci conduce silenziosamente, mano nella mano, verso Dio: il percorso più diretto verso il Divino.
I veri poveri sono coloro che non possono dare
Si dice che i veri poveri non siano coloro che chiedono aiuto, ma coloro che non sono in
grado di darlo. I veri mendicanti non sono coloro che chiedono amore, ma coloro che non
possono condividerlo, perché nei loro cuori non c’è spazio per nessuno tranne che per sé
stessi.
Come possono queste persone sperimentare l’amore, la felicità e la pace? Il loro mondo
diventa arido e limitato, Dio rimane per sempre distante da loro. Quando vediamo la
sofferenza degli altri, non basta provare compassione. Dobbiamo anche pensare a quali
azioni possiamo intraprendere.
Una luce che splende sempre dentro di noi Al di là dei rituali e delle cerimonie, il Natale porta con sé un richiamo silenzioso ma potente. Il Natale ci invita a vivere con consapevolezza, ad amare più profondamente e ad agire con maggiore gentilezza e compassione.
Quando il perdono sostituisce la critica, la compassione sostituisce l’indifferenza e la speranza sostituisce la disperazione, quando queste qualità si riflettono nelle nostre parole, nei nostri sguardi e nelle nostre azioni, allora lo splendore della nostra luce interiore aumenta.
Possa la vita dei mahātmā rinnovare le nostre menti e renderci messaggeri di pace. Anche dopo la fine dei festeggiamenti, possa quella luce continuare a risplendere dentro di noi e illuminare sia il
nostro cammino che quello degli altri. Possa la grazia divina benedirci tutti.
॥ ॐ लोकाः समस्ताः सुखिनो भवन्तु ॥
Om Lokah Samasthah Sukhino Bhavantu
Possano tutti gli esseri ovunque essere felici e liberi




