La preghiera
Che sia un’adorazione, una richiesta o un atto di grazia, che sia collettiva o personale, spontanea o liturgica, recitata, cantata o silenziosa, che si rivolga a Dio, a un dio, agli spiriti, ai santi, agli antenati o alla coscienza Suprema, la preghiera è comunione.
Ogni religione ha le sue preghiere, i suoi riti. Amma dice che la sua religione è l’amore. Amma è il nostro maestro spirituale. Come ci suggerisce di pregare? “Con amore e devozione. Scioglietevi in lacrime quando pregate”. Questo è il suo tema ricorrente; “Piangere per Dio”, afferma, “è la più alta forma di meditazione”.
La scorsa estate, a Boston, un devoto le ha chiesto come fare per piangere perché, diceva, “le lacrime non scendono a comando”. Amma ha risposto che non si trattava di piangere, ma piuttosto di implorare Dio perché ci facesse sentire la Sua presenza.
Perché ci sia una reale devozione è necessario che l’orazione provenga dal cuore. Ma cosa s’intende esattamente per cuore? Il cuore è il luogo d’incontro tra l’essere umano e Dio, fra me e l’altro, tra l’individuo e la realtà. La relazione con Dio, la devozione, si sviluppa gradualmente, ci spiega Swami Paramatmananda. È la devozione che dà senso alla nostra vita e ci fa sperimentare una felicità duratura. L’autore ci indica il cammino da percorrere per raggiungere questo obiettivo.
A che cosa serve pregare? Swami Satchidananda sostiene che “una preghiera sincera nata da un cuore fiducioso può compiere miracoli” e ci spiega come connetterci con l’energia divina onnipresente, incoraggiandoci ad avere fiducia.
Esiste un buon modo per pregare? È legittimo farlo per chiedere cose materiali?
Questa estate, in spiaggia, Amma ha posto la seguente domanda: “Pregare per noi stessi ci avvicina alla meta?” Qualcuno ha risposto: “Senza dubbio io prego in modo egoistico da innumerevoli vite, ma poiché ho la fortuna di essere seduta di fronte a Te, Amma, penso che quelle preghiere abbiano portato frutto”.
Un’altra persona ha detto che forse non era bene, ma ciò che aveva chiesto era sempre stato esaudito. Un’altra ancora è intervenuta dicendo: “La preghiera è un mezzo per creare e stabilire un rapporto con il Divino”.
Amma ha confermato e ha aggiunto che molti, venuti da lei con delle richieste solo materiali, hanno gradualmente sviluppato devozione e ora le chiedono consigli su come prendersi cura degli altri.
“Il vero rituale deve nascere dal cuore e deve esprimere la fede, altrimenti è privo di senso e inutile”, ci dicono Sandhya e Swami Ramakrishna, che descrivono in dettaglio il significato dei diversi riti indù e l’atteggiamento interiore con il quale svolgerli.
Quando salutiamo una persona con “Om Namah Shivaya”, stiamo recitando una formula vuota o esprimendo la nostra convinzione che l’altro è la manifestazione del Sé”?
Leggeremo infine alcune testimonianze di preghiera: quella di un bimbo, di un filosofo, di una giovane donna di fronte all’orrore dell’olocausto e quello di un gruppo di preghiera dall’ashram di Amma in Francia. Meglio di ogni teoria o insegnamento, essi ci introducono istantaneamente nel cuore della preghiera, come la contemplazione di Amma, che ci parla dell’amore divino più efficacemente di ‘summe’ teologiche.




